Sportivo fin dalla nascita. Con la maggiore età Nico Valsesia si appassiona agli sport di resistenza, in particolare a tutto ciò che viene racchiuso dalla parola “ultra”. Fin da ragazzo inizia a sognare di poter partecipare alla mitica Race Across America (RAAM), la più dura e massacrante gara di ultraciclismo al mondo. Un coast to coast da Oceanside (Pacifico) ad Annapolis (Atlantico) da percorrere non-stop nel tempo massimo di 12 giorni. Solo in 50 percento dei partecipanti riesce a portarla a termine, e Nico l’ha fatto per ben 4 volte sempre con posizionamenti di tutto rispetto: 2003, sesto assoluto; 2006, secondo assoluto; 2011,quinto assoluto; 2014, terzo assoluto. Valsesia dedica anima e corpo a questa gara, con allenamenti massacranti, come “giri” in bici che dal novarese lo portano non-stop fino a Gibilterra e ritorno.
Oltre al ciclismo da strada, la passione per le bici lo porta a partecipare all’iron bike, storica competizione su e giù per i sentieri delle montagne piemontesi. I risultati non sono quelli aspettati e Valsesia cadendo subisce un trauma alla spalla che lo costringe a uno stop forzato dalla pedalata. È in questo periodo che scopre la passione per la corsa. L’asfalto non gli dice più di tanto, ma le lunghe distanze sullo sterrato lo appassionano. La sua prima realizzazione in questo campo è il nuovo record di salita all’Ojos del Salado (6893 m), il più alto vulcano al mondo, in 3 ore e 35 minuti. Dopo inizia il periodo delle gare agonistiche che lo vedono sul podio di diverse competizioni, come il Thabor Trail (Val di Susa) o il Maratón trail del meridiano (Spagna). Valsesia ha al suo attivo anche diverse partecipazioni al Tor des Géants, dove però si è sempre ritirato prima della conclusione. Sempre di corsa, nel 2012, ha attraversato insieme a Marco Gazzola il Salar de Uyuni in Bolivia, il più alto deserto salato al mondo.